Il contenuto di questa pagina è il risultato di 3 mesi di ragionamenti e discussioni in mailing-list, con amici e altri addetti ai lavori.
Mi sono concentrato sulla risposta ad un ovvio quesito fondamentale alla base dell'applicazione di tutte le teorie:
NE VALE LA PENA ?
La domanda è ovvia, ma non lo è stata altrettanto la risposta.
Partendo dal concetto che la libertà di espressione e la sua tutela sono secondo me fondamentali in tutte le opere dell'ingegno, in un primo momento sostenevo che, qualunque fosse il prezzo da pagare, il gioco sarebbe valso la candela. Si pensi semplicemente all'effetto della diffusione dell'idea di qualcuno che la pensa diversamente, di chi dice no e non ha voglia di scendere a compromessi....e può farlo, in modo più concreto che con un voto....non mi sembra poco!
Inoltre non mi spaventava il rischio di danneggiare in qualche modo la comunità del Software Libero, essa infatti, come tutto il mondo, avrebbe guadagnato qualcosa in più: infatti ogni autore avrebbe avuto più possibilità di scelta e quindi avrebbe potuto decidere se pubblicare un Software Libero o un Software Etico....e in ogni caso un autore ha già infinite possibilità di scelta nel pubblicare il proprio lavoro! Si sarebbe trattato solamente di una "parametrizzazione", di un "suggerimento" in più.
Tuttavia, riflettendo più a fondo, mi sono chiesto se l'applicazione pratica dell'idea etica in un programma, avrebbe portato conseguenze tangibili sull'opinione pubblica, testimoniando con forza le convinzioni dell'autore.
Per capire la conclusione del mio ragionamento bisogna sapere che quasi sempre la buona riuscita di un'applicazione dipende dalla comunità che lavora alle sue spalle.
Dunque, le realtà che più di tutti suscitano problemi di natura etica sono sempre influenzate da grossi poteri economici (basti pensare al settore militare, all'ambiente....). Questo risulta ovvio dal fatto che non ci sarebbe alcun motivo di gestire un problema in modo non etico se non ci fosse di mezzo "il vil danaro".
Ora, se queste potenze necessitano di un Software "Etico", possono tranquillamente finanziare un progetto per apprendere dal codice sorgente di tale programma, e svilupparne uno con funzionalità equivalenti, per poi rilasciarlo a loro volta (migliorato ovviamente) sotto licenza libera. A questo punto la comunità si rivolgerebbe a quest'ultimo software per continuarne lo sviluppo (assumo che spesso si produce un prodotto migliore del precedente soprattutto per chi ha finanziamenti adeguati). Conseguenza: quel software una volta pregno di ideali etici, è ormai spazzatura.
Conclusione: penso non valga la pena produrre Software Etico per quei programmi che svolgono comuni funzioni, al contrario converrebbe divulgarlo quando l'utilizzo non appropriato del programma può portare concreti vantaggi negli ambiti giudicati contrari alle convinzioni dell'autore. In questo modo si rende efficace il "Not in my name" che negli altri casi risulta solamente uno spreco di forze.
Ricordo a tutti che attualmente è possibile pubblicare Software "Etico" chiamato "Enhanced Source Software" tramite la licenza HESSLA scritta dal gruppo Hacktivismo.
Grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla creazione di questa mia opinione che per quanto mi riguarda è pressoché definitiva.
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