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Qual e' l' idea ?
L'idea e' quella di coniare la licenza GPL, per introdurre una clausola del tipo:
"L'utilizzo di questo software e' proibito secondo i vincoli espressi dall'autore in allegato alla licenza. (Nel caso vengano espressi tali limiti, il software oggetto della licenza non e' da considerarsi libero).
Le limitazioni imposte dall'autore dovranno riguardare esclusivamente l'uso del software, quindi non essere discriminanti a priori sugli utilizzatori in quanto persone dotate di determinate caratteristiche fisiche o razziali.
Detti vincoli dovranno rispettare i principi espressi dalla Carta Universale dei Diritti dell'Uomo, non potranno riguardare in alcun modo l'utilizzo del software da parte di privati o limitare la possibilta' di apprendimento dal suo codice sorgente.
E' importante precisare che le volonta' dell'autore devono essere espresse secondo la politica: "Tutto permesso tranne che...", in quanto di base il software e' libero".
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Questo significa limitare la liberta' delle persone ?
Effettivamente si', ma io parlerei piuttosto di tutela della liberta' di espressione dell'autore.
E' quest'ultimo infatti che secondo me, nell'attuale visione del software libero, viene privato di questa liberta' fondamentale.
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Brevetterei le idee alla base di un mio software per evitare che vengano usate contro i miei ideali ?
No, non le brevetterei, perche' ne risulterebbe il danneggiamento della comunita'.
La conoscenza non si puo' brevettare.
Credo che un autore possa decidere di non cedere il suo lavoro, i suoi sforzi, le sue ore sudate avanti ad un computer alle persone che distruggono i suoi ideali, lasciando tuttavia a questi ultimi la liberta' di sforzarsi da soli ed impiegare il proprio tempo per sviluppare un'implementazione che possa raggiungere gli stessi risultati.
E' per questo che non brevetterei le mie idee.
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